"Noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il massimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza." (E. Malatesta)

Appello alla mobilitazione "NO EXPO" - Milano 2015


Il Primo Maggio, giornata di lotta e di festa della classe lavoratrice, sarà in questo  2015, la giornata inaugurale della  massima espressione del paradigma capitalistico del XXI secolo: la fiera espositiva Expo prende il via.
Expo non è una semplice fiera, un'esposizione delimitata nel tempo e nello spazio. Expo 2015 travalica qualsiasi funzione storica, ha natura invasiva e si erige a modello, a paradigma di un sistema sociale caratterizzato da un progressivo e inarrestabile processo di privatizzazione. Privatizzazione che parte dalle speculazioni sui terreni su cui si erigono i padiglioni della fiera internazionale, si estende in modo tentacolare a vaste zone della metropoli riproducendo meccanismi di espropriazione a discapito di  settori sempre maggiori di popolazione proletaria soggetta a violenti sgomberi coatti.
Expo è massima espressione di cosiddetta "grande opera", ovvero drenaggio di soldi pubblici a solo vantaggio di soggetti privati gestori di una devastante e inutile rete veicolare e di viabilità all'insegna di cemento e catrame. La rete stradale e autostradale lombarda modificherà in modo irrimediabile il paesaggio extraurbano della regione.

Il sistema capitalistico, nella sua mortifera corsa devastatrice, ha però anche bisogno di ripulirsi l'immagine - non certo la coscienza di cui è privo - ed è per questo motivo che Expo e la stragrande maggioranza di Paesi e aziende multinazionali presenti, per questa edizione giocano la carta dell'alimentazione con toni e slogan propagandistici relativi alla volontà e capacità di nutrire l'intero pianeta.

Ne scaturisce la volontà di rappresentare un mondo pacificato all'interno del quale, nel rispetto delle gerarchie strutturali, possano convivere modalità di produzione e consumo spacciate un tempo come alternative le une alle altre, ma in realtà solo concorrenti nello stesso mercato capitalistico. Vi è quindi la possibilità di vedere multinazionali come Monsanto - maggiore responsabile di produzioni alimentari ogm - con aziende fautrici del cosiddetto mercato biologico. Mc Donald's e Nestlé a braccetto con Slow Food.

In questa sorta di villaggio globale i vari conflitti e contraddizioni devono essere banditi e in primis quella relativa a capitale e lavoro.

I processi realizzativi e di gestione dell'evento nei suoi sei mesi devono essere laboratorio di sperimentazione legislativa e giuridica di forme di lavoro schiavizzanti. Con accordi padronali, istituzionali e sindacali si sancisce la volontà di rendere completamente asservita a logiche di mercato - con i suoi tempi e spazi - la figura del singolo lavoratore. Lavoratore che non è più, nella sua forma contrattuale, anche soggetto collettivo ma bensì soggetto atomizzato, separato, in rapporto individuale asimmetrico con il proprio datore di lavoro, nella fattispecie, rappresentato da una agenzia di caporalato interinale incaricata di effettuare selezioni in cui, primo requisito richiesto è la propria capacità di resilienza ovvero l'adattamento alle mutevoli condizioni richieste. Il lavoro quindi non è più considerato nella sua dimensione di scambio di vendita di prestazione d'opera in cambio di adeguato salario: con la scusa di opportunità formative attraverso collaborazioni volontarie, di stages, ecc. si torna a forme di schiavitù, il lavoro senza salario.
Un esercito di forza lavoro gratuito quindi anche richiesto e ottenuto dal mondo della formazione scolastica ed universitaria.

Questi, molto brevemente ed in sintesi, solo alcuni dei motivi per cui ribadiamo il nostro rifiuto e contrarietà allo svolgimento di Expo 2015.
Un rifiuto e contrarietà che non si dovrà esaurire nel contrasto alle giornate inaugurali, ma che sia capace di disegnare un percorso altro rispetto ai diktat socio economici del sistema.

Partire da queste giornate di maggio con la propensione ad interconnettere, a saldare tra loro, i vari scenari di conflitto sociale: la lotta intransigente contro la devastazione ambientale con quella della salvaguardia del diritto ad un  lavoro e ad un reddito degno. La volontà di anteporre una modalità di formazione dei saperi libera e critica a quella asservita alla logica d'impresa così come oggi si delinea nel mondo della scuola e dell'università, con la volontà di ridisegnare modelli di relazione sociale alternativi a quelli imposti da culture religiose, patriarcali, gerarchiche e autoritarie.

Le anarchiche e gli anarchici della FAI invitano pertanto  le realtà federate a dare la massima diffusione alle iniziative di opposizione all'Expo 2015, sia nelle e iniziative locali del Primo Maggio che in occasione dei vari appuntamenti previsti a Milano:  corteo studentesco nazionale del 30 aprile;  giornata di lotta internazionalista del 1 maggio con un corteo pomeridiano comunicativo in centro, attraverso i  simboli esemplificativi della natura predatrice e sfruttatrice di Expo; nei due giorni successivi azioni dirette di blocco e contrasto all'apertura ufficiale della kermesse;  proposte di mobilitazione nei mesi successivi decise in modo assembleare.

Il convegno nazionale della Federazione Anarchica Italiana - Milano 22 marzo 2015



::23 marzo 2015::

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::13 marzo 2015::

Violento è chi segrega, discrimina, espelle!
Solidarietà agli antirazzisti torinesi!

Il pubblico ministero Padalino ha pronunciato giovedì 12 marzo la sua requisitoria al processo contro gli antirazzisti che si tiene a Torino.
La richiesta finale è di 28 anni complessivi di detenzione e migliaia di euro di multa. Sommati alle richieste per la prima tranche arriviamo a circa 108 anni di reclusione a sigillo dell'esperienza dell'assemblea antirazzista.  La sentenza per questa seconda tranche verrà pronunciata il 13 aprile, quella per la prima tranche il 22 aprile. Anche in questa seconda tranche del processo i fatti contestati sono una serie di manifestazioni di solidarietà nei confronti dei reclusi nei CIE e di denuncia della politica razzista del governo e dei suoi enti periferici; l'accusa non si cura dei fatti, né indica prove per i singoli episodi, eludendo il principio della responsabilità individuale, annullata dall'estensione del concetto di concorso.
Le richieste dell'accusa si basano sulla tesi, non dimostrata, che gli antirazzisti sotto processo condividano una concezione violenta della politica.
Per dare forza a questa tesi, Padalino insiste sulla personalità degli imputati, le loro opinioni politiche e la loro costante partecipazione alle lotte divengono un indizio di colpevolezza; ai membri della Federazione Anarchica Torinese viene rivolta un'attenzione particolare. Gli antirazzisti sotto processo sono inquisiti con accuse tanto pesanti quanto del tutto spropositate rispetto ai fatti contestati: normali volantinaggi e pubbliche manifestazioni, ad esempio, sono state considerate attività criminali da perseguire ad ogni costo.
Questo gravissimo attacco alla libertà di espressione, che serve a criminalizzare le idee, svela la natura politica dell'operazione repressiva e il carattere autoritario di una democrazia che non ammette il dissenso. Come si può parlare di violenza per iniziative politiche che sono mosse dallo sdegno per l'azione dello Stato, di vera e propria persecuzione nei confronti dei migranti, e di solidarietà verso le umane sofferenze, acuita dai soprusi e dalle prepotenze che i migranti sopportano quotidianamente? La requisitoria è un esempio del fatto che la violenza, in questo caso, sta tutta dalla parte delle istituzioni; istituzioni che vogliono far pagare caro l'essersi messi di traverso ad un progetto di segregazione, di stratificazione etnica e razziale della società italiana.

La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana, riprendendo quanto deciso all'ultimo Convegno Nazionale, esprime piena solidarietà ai compagni della Federazione Anarchica Torinese e a tutti i processati, fa appello a tutte le strutture di Federazione, ai gruppi e alle individualità, agli antirazzisti e a quanti hanno a cuore la libertà di espressione, affinché siano messe in campo iniziative di controinformazione nell'ambito di una decisa campagna contro la repressione, da tenersi prima delle sentenze, previste per il 13 e il 22 aprile.

La Commissione di Corrispondenza
della Federazione Anarchica Italiana

Convegno a Milano il 21-22 marzo 2015

Alle realtà federate
Agli organismi della F.A.I.
Al Bollettino Interno
Alla lista FAI

Livorno 9 marzo 2015

La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana, sulla base delle indicazioni del Convegno Nazionale di Reggio Emilia,  sentiti i referenti dei gruppi, vista la disponibilità della Federazione Anarchica Milanese, indice per i giorni 21 e 22 marzo 2015, il Convegno Nazionale della Federazione Anarchica Italiana con il seguente ordine del giorno:

  •     adesioni e dimissioni;
  •     expo di Milano: valutazioni, proposte, iniziative;
  •     relazione della redazione di Umanità Nova;
  •     relazione dell'amministrazione di Umanità Nova;
  •     relazione del gruppo di lavoro per la festa di Umanità Nova;
  •     relazione del gruppo di lavoro sulle tematiche di genere;
  •     relazione sulla CRIFA di Parigi e sui prossimi appuntamenti internazionali;
  •     campagna contro la repressione: aggiornamenti e iniziative;
  •     campagna sulla Rojava;
  •     campagna antimilitarista;
  •     prossimo congresso della federazione;
  •     varie ed eventuali.
Il Convegno si terrà nei locali della Federazione Anarchica Milanese - Viale Monza 255 Milano, a partire dalle ore 10 del sabato. Come stabilito a Reggio Emilia, la giornata di sabato sarà dedicata alla discussione sull'expo.
Il convegno è aperto, oltre ai delegati delle realtà federate, ai compagni conosciuti come osservatori.
Ringraziamo la Federazione Anarchica Milanese per la disponibilità.

La Commissione di Corrispondenza
della Federazione Anarchica Italiana

Federazione Anarchica Italiana
Commissione di Corrispondenza
c/o Federazione Anarchica Livornese
Via degli Asili 33
57126 Livorno

::10 marzo 2015::

::16 febbraio 2015::

Partecipiamo alla manifestazione popolare no-tav

Sabato 21 febbraio, a Torino si terrà la manifestazione popolare per fermare il dissennato progetto TAV e in solidarietà con gli attivisti No-TAV, condannati e a quelli ancora sotto processo, contro la repressione del movimento di lotta.
Dopo la condanna di Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò, altri 140 anni di carcere sono stati comminati dalla magistratura torinese agli imputati del maxi processo contro le manifestazioni No TAV del 2011.
Anche in questo caso la normativa è stata piegata ad una volontà vendicativa nei confronti degli abitanti della valle e di chi si mostra solidale verso questa lotta. Si tratta di un ennesimo attacco che svela il carattere autoritario di una democrazia che non ammette il dissenso; l'isolamento di un governo che riesce a devastare e saccheggiare il territorio solo con la violenza della polizia e della magistratura.
I gruppi e le individualità della Federazione Anarchica Italiana  il loro sostegno solidale al movimento No-TAV e si impegnano a costruire uno spezzone anarchico al corteo che si svolgerà il 21 febbraio.
L'appuntamento per tutti quindi è a Torino, alle ore 14, in Piazza Statuto.

La Commissione di Corrispondenza
della Federazione Anarchica Italiana
presso F.A.L.
Via degli Asili 33 – 57126 Livorno
cdc@federazioneanarchica.org
http://www.federazioneanarchica.org/

Carrara: con l'Assemblea Permanente, per l'autogestione popolare

Dall'8 di novembre del 2014, a seguito dell'alluvione che ha investito il territorio di Carrara e della constatazione dei danni causati dalla rottura dell'argine del Carrione, in cui evidenti risultano essere le responsabilità degli amministratori con a capo il sindaco Zubbani, un'Assemblea Permanente di cittadini ha presidiato la Sala di Rappresentanza del Comune, e con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica intorno all'accaduto ha organizzato una serie di incontri e dibattiti rivendicando fra l'altro a gran voce le dimissioni del sindaco e dell'intera giunta comunale.
Il 27 di gennaio 2015 il sindaco, che ha mal digerito sin dal primo momento la "intrusione" dei cittadini nella controinformazione sugli affari amministrativi, servendosi di un atto di mera forza "giustificato" con l'emanazione e l'esecuzione di un'ordinanza, ha imposto lo sgombero della Sala.
L'esperienza singolare di partecipazione diretta dal basso vissuta da Carrara con gli incontri ed i dibattiti pubblici organizzati dall'Assemblea Permanente in questi circa tre mesi non potrà di certo essere fermata da un'ordinanza di sgombero.
La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana manifesta tutta la sua piena solidarietà a questa singolare esperienza ed auspica che si possa nel tempo consolidare con l'obiettivo di creare le basi per un'autogoverno del territorio che stimoli sempre di più i cittadini a rifiutare le decisioni dall'alto ed a lottare e mobilitarsi in prima persona per una risoluzione alternativa delle problematiche di natura sociale.

Commissione di Corrispondenza della FAI

::29 gennaio 2015::

bandiera fai



web-fai@federazioneanarchica.org