"Noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il massimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza." (E. Malatesta)

Comunicato diffuso dalla Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana


DISSETA IL MONDO, AFFAMA IL RICCO!

Il carattere intrinsecamente distruttivo del capitalismo si esprime nella volontà delle élites economiche e finanziarie di mettere le mani sui beni di prima necessità per costringere la collettività a pagare per vivere.
La privatizzazione dell'acqua è solo uno dei fronti di attacco in cui chi detiene il potere cerca di plasmare il mondo a immagine e somiglianza dei propri interessi e dei propri appetiti.
A livello globale, le risorse idriche costituiscono già adesso un tesoro che gli stati, i governi e le grandi imprese multinazionali vogliono spartirsi per costringere chi non ha potere ad avere sempre più sete, e a pagare per potersi procurare l'acqua. Ciò significa che la gestione dell'acqua diventerà un ulteriore elemento di conflitto, di guerre e di devastazione per tutto il pianeta.
Proprio perché si tratta di un elemento così essenziale per la vita di tutti, c'è chi sta già pensando e mettere le mani sui rubinetti dell'acqua affinché intere popolazioni restino soggiogate e dipendano in tutto e per tutto dalle politiche liberiste orchestrate, di volta in volta, da istituzioni nazionali e sopranazionali o da corporation senza scrupoli che antepongono la logica del profitto alle necessità concrete e naturali di ogni essere umano e animale.
In Italia, questa logica si traduce, a livello locale, nella privatizzazione dei servizi di erogazione idrica attraverso l'istituzione degli ATO, baracconi parassitari e malavitosi che impongono agli utenti bollette esorbitanti a fronte di una qualità del servizio immutata o, addirittura, peggiore.
Se a ciò si aggiunge l'esistenza di reti idriche disastrate e insufficienti, oltre all'atavica gestione mafiosa dei pozzi privati soprattutto nel Meridione, è evidente che la tendenza alla privatizzazione dell'acqua è una strada che i poteri forti intendono perseguire per aumentare il controllo sociale attraverso il controllo sui bisogni primari delle persone.
Per rispondere a questi attacchi e invertire questo processo criminale è necessario ricorrere a una mobilitazione permanente che faccia della difesa dell'acqua come bene pubblico e collettivo un tema prioritario per ciascuno di noi.
Difendere il carattere pubblico dell'acqua non deve significare la delega alle istituzioni sulla gestione di questo bene essenziale. Pubblico non vuol dire, di per sé, statale ñ né per l'acqua né per ogni altro settore del vivere comune.
E' possibile costruire reti e comitati di solidarietà affinché gli utenti siano direttamente coinvolti e responsabilizzati nella gestione dei servizi comuni, in un processo che dal basso verso l'alto sappia rispondere veramente ai bisogni delle popolazioni.
Di fronte alla volontà prevaricatrice di chi vuole prenderci per la sete, l'autogestione dell'esistente è una risposta concreta per difendere la vita nostra e di tutto il pianeta.

Commissione di corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI

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01/12/2007



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